Benito Benincasa

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domenica, 08 gennaio 2006

La voce

Sopito, assorto nel suo magico sogno. Poteva essere la fantastica voce sentita la sera prima il sollievo dei suoi problemi? Poteva in qualche modo essa interagire con lui? Sarebbe stato l'inizio, o l'inizio della fine? Ecco quest'ultima era la domanda più azzeccata; bizzarra lo riportava con i piedi per terra allontanandolo da quelle congenture su una voce appena sentita. Difficile continuare a dormire bene con un sogno così intrigato. "Basta mi sveglio! ....beh sono pure le 10, che aspetto."
Mentre il caffè lentamente spandeva per la casa il suo profumo, rimpensava agli ultimi minuti del sogno, si scopriva vunnerabile, quasi ridicolo, gli pareva di essere un bambino innamorato.
"Ma ci si può innamorare di una persona che non si conosce, si può giungere a desiderarla solo per averci scambiato due parole telefonicamente; mah?" Bizzarro come sogno, ma forse non del tutto infondato; quella voce e quei modi gentili lo avevano realmente ben impressionato, nel pomeriggio avrebbe avuto modo di approfondire i sui presentimenti, pensò sghignazzando.
"Il caffè, bella invenzione il caffè!"
Dopo il caffè il cervello tornò immediatamente a sintonizzarsi sul lavoro, sulla sua ultima indagine. Certo la traccia lasciata pochi giorni prima dalla 'yuppie comunista' al Morello era veramente interessante. Era bastata una rapida scorsa a google per capire quanto forte e complesso fosse l'intrigo, il passato aveva lasciato qua e là molti segnali, esili traccie, che come un bracconiere Ben si apprestava a seguire. A partire dall'appuntamento del pomeriggio con la giovane suadente voce "...si quasi quasi la ribattezzo la voce", pensò sorridendo. Nelle tante pagine presenti in rete di notizie sull'argomento ce ne stavano tante, e anche di notizie sui nomi e le aziende che di volta in volta trovava nelle varie vicende.
"certo i soldi e gli affari non hanno colore, come purtroppo non smette di ricordarci la nostra classe dirigente" pensò mentre scendeva distrattamente le scale intenzionato a raggiungere la sua auto per girovagare un po' senza meta, nel caos cittadino.

Postato da: CK alle 18:10 | link | commenti |

domenica, 16 gennaio 2005

 
Verso la strada quasi in silenzio, estasiati ed entusiasti di quella pace, di quegli odori che si alzavano intorno. Poco lontani dalla caotica Firenze dal suo benzene e dal suo PM10, poco lontani  dal caos dei viali, dalle code dell'A1 e dall'inferno della Fortezza; sembravano quasi miracolosamente al riparo da tutto protetti da un invisibile scudo, una cupola tipo film di fantascienza. Avanti ognuno con i propri pensieri per centinaia di metri senza una parola,  ma trasferendosi in modo telepatico input a non finire. Ben oramai lo sapeva, era di mestiere; quando qualcuno si offre di rivelarti cose importanti mai pressarlo troppo; lasciargli il suo tempo con calma. Oramai la strada era vicina e il panino col lampredotto pure, seduti sulle panchine avrebbero avuto di che discorrere.

Postato da: CK alle 19:49 | link | commenti |

lunedì, 30 agosto 2004

Nel Bosco

Lasciata la strada e inoltrato nel bosco, avanzato completamente a caso tra le piante e il sentiero che si apriva davanti a lui; quasi come un cercatore di funghi, ma senza precisa meta.
Era passata sicuramente più di un ora , di quell'assurdo, casuale, liberatorio vagabondare.Quando d'improvviso gli torna in mente la promessa "...due ore", "due ore" pensa fra se e se. Forse era il caso di tornare indietro se voleva essere puntuale all'appuntamento col suo panino.
Un attimo per trovare l'orientamento; ecco la provinciale è da quella parte, li devo andare ...poi vedremo se andare in su o in giù per giungere alla macchina.
Imbocca un sentiero, incrocia una persona; faccia interessante, giovane, curato, se non fosse per il luogo si direbbe un manager.
- Buongiorno
- Buongiorno. è qui per far funghi?
Un attimo di stupore tutto poteva sembrare Ben piuttosto che un cercatore di funghi: non un bacchetto, non un cestino, non un abbigliamento consono ... ma come gli sarà venuto in mente mah?!
- No veramente io sono qui solo per far due passi, oltretutto distratto come sono come cercatore di funghi sarei una frana. Sorride compiaciuto della battuta
- Già, un sorriso malizioso copre la faccia dell'interlocutore, lei è molto più bravo a cercare scoop che funghi, ride di cuore.
- Vero, ma lei come lo sa?
- Diciamo sono un suo ammiratore, o meglio uno di quelli che faceva salire il counter del suo blog.
Strano effetto, non gli era mai capitato che qualcuno lo fermasse per strada, figuriamoci in mezzo al bosco, e lo riconoscesse per la sua professione ...neache fossi Antonioni pensò fra se e se, anzi Batistuta ...questo è troppo giovane di Giancarlo ne avrà un vago ricordo.
Si perchè a guardarlo bene ci si accorgeva che non aveva più di trent'anni; anche se sembrava ben inserito e di saperne di cose ...che sfiga uno yuppie pensò sorridendo.
-Ne ho letto ogni uscita, non ho mai perso niente. Un po' di nascosto, ...capisce l'ambiente; ma i suoi scoop li ho seguiti tutti, mi sono documentato, ho cercato, ho raccolto dati, fatti, correlazioni ...insomma mi sono creato i miei dossier personali.
-E cosa pensa di fare in futuro l'agente CIA o il Reporter ? Un malizioso sorriso finisce la frase
-Beh ...in questo momento sarebbero due ottimi mestieri ...almeno per il mio portafogli, risponde sorridendo il giovane.

E' chiaro, un'altro sfigato disoccupato, colpito dalla crisi internazionale e dall'incapacità del nostro governo in fatto di politiche economiche, un'altro diseredato come lui. Vero di altra razza, sicuramente di altre idee ...ma alla fine accomunati dal loro status. Anche se gli sta facendo fare tardi all'appuntamento col suo panino, qualcosa gli dice che ne vale la pena; ...in queste cose ha sempre avuto un sesto senso.
- L'agente CIA forse sarà anche un buon mestiere, ma per quanto riguarda il reporter ...l'unica richiesta di mercato al momento è il reporter di guerra, aprono un nuovo fronte la settimana. Ma o ti limiti ad infiocchettare i dispacci USArmy ...o finisci per dare spunti per i civilissimi titoli di quella grandissima testa di cazzo di Feltri. Sorriso amaro, come il ricordo del suo amico Enzo, che gli era appena passato per la mente.
- Già. Visto che è ora di pranzo, che ne dice se prendiamo un panino insieme? Il trippaio più avanti ne fà di eccezionali ....altro che McKiller opps Mc.Donalds, sghighazza.

Uno yuppie noglobal? Questo si che è un personaggio ...alla fine scopro che è pure comunista ..sorride senza farsi vedere ...no al massimo uno scout kattocomunista...una smorfia per trattenere il sorriso,.. vale proprio la pena perderci un po' di tempo pensa fra se.
-Ok, andiamo.



















Postato da: CK alle 21:11 | link | commenti |

domenica, 20 giugno 2004

Seduto pensando

Tipica giornata di merda per Ben, così lo chiamavano tutti quelli che lo conoscevano sapendo quanto odiasse il suo nome, si era svegliato alle 6 e non era riuscito a riprender sonno. Rigirato uno,due,tre volte nel letto con i lenzuoli appiccicati a dosso; alla fine non aveva resistito.Si era alzato e dopo essere andato in bagno aveva deciso di fuggire dall'umido e dal caldo della piana. Giornata di vacanza forzata, come tante altre dell'ultimo periodo, non aveva trovato di meglio che mettersi in macchina e salire sui monti alla ricerca di un po' di refrigerio. In un primo momento aveva pensato di salire a Montepiano, ma il ricordo di suo padre che da piccolo lo portava da quelle parti a trascorrere le domeniche estive gli aveva fatto cambiare idea. Del resto non c'erà mai stato un buon rapporto col padre a partire da quel nome, "lo stesso del nonno" come diceva lui "il nome più brutto che si possa avere" come sosteneva invece il nonno.
Strana famiglia la Benincasa, fatta da sempre di aspri contrasti e opposizioni, famiglia dalle grandi passioni politiche, che di generazione in generazione si alternavano tra l'estrema destra e l'estrema sinistra; come spesso amava dire con i colleghi Ben "menomale non ho figli, sarebbero sicuramente fascisti, è nella tradizione della famiglia!". Infatti dal padre Ben non aveva preso proprio niente,politicamente parlando, il padre Vladimiro, si in famiglia i nomi non gli avevano mai azzecchati, adorava tanto quel busto bronzeo acquistato in quel di Predappio, dove regolarmente passava in pellegrinaggio, sempre ben posizionato in bella vista. Ex squadrista picchiatore sessattottino, ex agente delle celere, il padre era la figura meno apprezzata da Ben fra tutte quelle che avesse incontrato nella sua vita, che perquanto giovane era stata assai intensa e piena d'incontri.
Al contrario Ben adorava suo nonno Benito, prototipo di veterocomunista DOC, da sempre tesserato del PCI e poi di Rifondazione Comunista, nella sua casa non esistevano simboli al difuori della falce e martello, non un crocifisso non un qualsiasi altro segno pagano di apparteneza o stima per chi che sia, esclusa quella grande Falce e Martello disegnata a tutto muro nella stanza d'ingresso; che dava quasi uno stile "stazione della metropolitana di Mosca". Era una vera e propria opera d'arte disegnata dal nonno in vari anni, con modifiche e ritocchi; così bella che anche alla morte del nonno Ben non aveva osato toglierla. In quella casa solo di recente e con grosso sforzo di persuasione Ben era riuscito a far entrare una gigantografia del Che, appesa nella stanza che fungeva da suo studio, e una bandiera arcobaleno della pace al balcone. Questo era tutto quello che era riuscito a portare di nuovo in quella casa da quando vi si era trasferito per assistere l'anziano nonno, che di andare a vivere col figlio proprio non ne voleva sapere neppure nel periodo che Ben lavorava a Roma, quella rampa di scale che separava i due era un autentico muro di Berlino ma assai più solido e robusto che di sgretolarsi, malgrado il tempo, proprio non ne voleva sapere.
E mentre lui pensava al nonno, di recente scomparso, la macchina, quasi guidata da un misterioso spirito, lo aveva portato sul Monte Morello; adesso si trovava seduto su una pietra, sotto a lui tutta la piana. Uno spettacolo fantastico i piedi ciondolanti dal sasso sembravano quasi poter schiacciare da un momento all'altro, come si fà con le formiche, l'abitato di Sesto. Più in la' Firenze con i sui monumeti,la piana industriale, i capannoni, i centri commerciali ....i centri commerciali! Altro segno dei tempi, ma poi perchè la gente fa' anche 40Km per raggiungere un centro commerciale? "Misteri del consumismo", aveva tagliato corto sussurrando al vento.
Quella posizione sopra la piana, era proprio quello che ci voleva; avrebbe reso meno noiosa e assurda quella giornata; oramai se ne era convinto. "Vedi che va già meglio" pensò fra se, e decise di dedicarsi a un po' di tonificante trekking fra i boschi del Morello, ma con un obiettivo preciso, tra due ore qui a mangiare un panino seduto su questa pietra.





Postato da: CK alle 17:55 | link | commenti |

Una premessa è d'obbligo, come avviene del resto per ogni pubblicazione che si rispetti, il signor Benito Benincasa ovviamente non esiste, come non sono mai esistite le vicende narrate. Anzi no, diciamo che di Ben ve ne sono decine, e di vicende come queste è pieno il mondo, ma il tutto si perde nella massa; perchè nessuno trova del tempo da buttare per narrarlo ai posteri.

E siccome anche il sottoscritto di tempo non ne possiede molto, difficilmente rileggerà cosa scrive in questo blog; percui perdonate eventuali errori e/o frasi contorte. Considerate questi scritti una bozza, portate pazienza che ...prima o poi mi affiderò a un revisore di bozze.

Postato da: CK alle 16:36 | link | commenti |

 

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